Guido FederStartup come soggetto nazionale di rappresentanza dell'ecosistema startup italiano. Costruisco un'infrastruttura che mette in relazione startup, imprese, investitori e istituzioni, traducendo bisogni operativi in proposte concrete su norme, incentivi, accesso al mercato e capitale.
Con il computer ci ho fatto amicizia presto. Avevo otto anni quando ho fatto il mio primo corso ufficiale Microsoft, alla scuola elementare. Da lì non l'ho più lasciato: testi, presentazioni, i primi siti fatti per gioco. Al liceo ho scelto informatica, ma la scintilla vera è arrivata scoprendo Kickstarter. Il primo progetto che mi ha catturato è stato l'hoverboard di Ritorno al Futuro. Ho iniziato a studiare ogni campagna come fosse un manuale: ideazione, sviluppo, lancio, mercato. Poi in quinta superiore ho trovato la materia che mi avrebbe dato un nome per tutto questo, gestione d'impresa. Ero il primo della classe, studiavo oltre il programma, avevo capito cosa volevo fare.
Gli anni del liceo non sono stati semplici. Ho vissuto il bullismo per un bel po' di tempo, proprio per quella differenza di sguardo sul futuro che avevo rispetto a chi mi stava intorno. Mentre molti cercavano ancora una direzione, la mia io la avevo già chiara, e questo qualcuno me l'ha fatto pagare. Quella pressione però mi ha temprato più di qualsiasi lezione in aula. Prima della maturità ho venduto il mio primo sito web, fatto con WordPress, a un'attività commerciale locale. A settembre mi sono iscritto a Management e Diritto d'Impresa alla Sapienza, e in parallelo ho iniziato il corso da project manager. Lezioni la mattina e il pomeriggio, corso dalle diciotto alle ventuno. A dicembre 2015, a vent'anni, mi sono certificato ISIPM con il massimo dei voti, tra i più giovani certificati in Italia quell'anno. Dopo un anno e mezzo ho capito che l'università non era la mia strada. Ho lasciato a metà del secondo anno, avevo ventun anni e un'idea precisa di dove andare.
Gli anni successivi li ho passati a costruire sul campo. Sono stato project manager esterno per il Ministero dell'Istruzione, seguendo campagne nazionali ed europee in ambito EduTech, tra cui Carta dello Studente, Bullo 2.0 e Scuola Trasparente. In parallelo ho aperto una mia agenzia di comunicazione, lavorando per pubblica amministrazione e aziende, con un focus particolare nel mondo del lusso, in Italia e all'estero. In quegli anni ho anche co-fondato un'azienda di giochi da tavolo, lanciata su Kickstarter con raccolte al 400% dell'obiettivo e distribuzione in una cinquantina di paesi. Nel 2022 l'azienda si è fermata per dinamiche interne al team. È stata una lezione dolorosa ma utile: l'esecuzione conta più delle idee, e le dinamiche di squadra vanno valutate prima di tutto il resto.
Nel 2019 mi sono trasferito a Tenerife, dove sono rimasto cinque anni. Non è stata una fuga, è stata una scelta di apertura. Ho lavorato in smart working con clienti e mercati tra Svizzera, Spagna, Est Europa, America ed Emirati. Ho affinato lì la capacità di costruire strutture commerciali da zero, selezionare talenti, muovermi in contesti regolatori e culturali diversi tra loro. Sempre da Tenerife ho continuato a seguire l'ecosistema italiano, arrivando a supportare oltre 500 startup in validazione e crescita, e più di 100 candidature all'EIC Accelerator, il programma europeo Horizon Europe, per realtà in tutta Europa, Regno Unito, Stati Uniti ed Emirati. In quegli anni ho vissuto anche la mia unica esperienza da dipendente, in Revolut Business, una scelta consapevole per chiudere il cerchio tra pubblica amministrazione, imprenditoria e lavoro subordinato.
Nel 2024 sono tornato in Italia. Non per nostalgia, per responsabilità. Ho fondato StartMeUp per portare l'educazione imprenditoriale e civica nelle scuole superiori italiane, oggi attiva in cinque regioni con oltre 4.000 studenti coinvolti. Sono diventato Presidente di FederStartup, la Federazione Nazionale Startup, portando la voce di oltre 12.000 startup fino alla Camera dei Deputati. E dentro ME Group ho proposto io stesso l'evoluzione da studio a gruppo insieme a Mattia Esposito, un percorso che continuo a portare avanti ogni giorno.
Quello che mi guida oggi è lo stesso filo che seguivo da ragazzo davanti al computer: portare una strategia fino in fondo, dalla teoria all'esecuzione reale. Lo faccio nelle scuole, nelle istituzioni, nelle imprese. Perché un'idea vale quanto vale la sua realizzazione, non un centesimo di più.
London School of Business Administration
International Business Management Institute (IBMI)
Erasmus Universiteit Rotterdam